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Troppo tardi per gli ulivi.

Ha destato molta impressione e preoccupazione il video apparso nel web della veduta di centinaia di chilometri di ulivi secchi o malati in Puglia. A sorvolare con l’elicottero l’ampio territorio disastrato, il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio in compagnia del presidente della Coldiretti Ettore Prandini. La devastazione degli uliveti salentini è senza ombra di dubbio dovuta alla “Xylella fastidiosa”, e rappresenta uno degli oramai innumerevoli paradigmi di questo, speriamo recuperabile, default intellettuale del nostro Paese. È un problema che va avanti da anni e sul quale hanno speculato forze e movimenti politici, organizzazioni più o meno ambientaliste e di categoria, carta stampata, web e tv. Ora che il problema si sta trasformando in una vera tragedia, è necessario più e più volte ripetere i fatti come stanno, affinché si isolino i cacciatori di voti e speculatori e si capisca finalmente, dopo un milione di ulivi seccati assieme a 21 milioni di piante a rischio e dopo che il batterio è alle porte di Bari, come potrebbe ridursi il paese governato dagli accoliti della “decrescita felice”. Partiamo prima di tutto dai due preoccupati visitatori in elicottero citati sopra e iniziamo dal ministro Centinaio il quale ha dichiarato che lo Stato ha voltato la faccia alla regione Puglia e che l’Europa ha le sue colpe per questa epidemia.  Ora va ricordato che tre anni fa, mentre l’UE chiedeva di intervenire urgentemente, il suo leader e attuale vicepresidente del Consiglio andava dicendo che gli ulivi non andavano toccati. Per quanto riguarda la Coldiretti, si deve ad essa se è iniziato tutto il grande clamore su Xylella; o per essere più precisi dalla pubblicazione nel 2015 del “Rapporto Agromafie” coordinato da Gian Carlo Caselli in collaborazione con Eurispes. In questo documento sono state diffuse le teorie con le quali la procura di Lecce indagò gli scienziati che hanno scoperto e cercato di combattere la Xylella , dando nel contempo non poca linfa a pseudoambientalisti, Movimento 5stelle e al governatore Emiliano. Come molti ricorderanno, la stessa procura dispose il sequestro degli ulivi, impedendo così il piano per contenere la diffusione del patogeno attraverso l’abbattimento degli alberi. Ora pochi sanno che dopo quattro anni di indagine, su richiesta della stessa procura, il tribunale di Lecce ha archiviato tutte le accuse nei confronti degli indagati. Sembrerebbe una buona notizia, se non fosse che il nostro Paese è affetto da grave bizantinismo: nell’archiviazione, mentre da un lato si mette in risalto il ritardo nell’affrontare il fenomeno del disseccamento degli ulivi, dall’altro si avanza il dubbio che sia la Xylella la causa effettiva del fenomeno. Poi sono scomparsi molti elementi che hanno motivato l’indagine, come il blocco dell’abbattimento degli ulivi per contenere l’espansione, sulla base dell’ipotesi che la Xylella sia sempre esistita in quelle terre. Rimossi anche i contrasti con la comunità scientifica, ovvero l’ipotesi infondata dell’esistenza di nove ceppi della Xylella, o la teoria secondo la quale con una potatura apposita e tanta acqua gli ulivi sarebbero guariti. Del resto, nel decreto di archiviazione si continua a negare il nesso tra Xylella e disseccamento degli ulivi, accreditando come scientifica l’opinione dell’astrofisico Sylos Labini, che su Micromega esprime pareri da biologo senza esserlo affatto. Il che è normale in un Paese in cui la ricerca specialistica è sofferta come un abuso di autorevolezza. Infine, si continua a sostenere l’inutilità del piano di contenimento attraverso l’abbattimento degli alberi malati, citando una frase del professore americano Alexander Purcell, riconosciuto come il massimo esperto mondiale di Xylella, che suonava così: “Non fate il nostro errore: contro la Xylella gli abbattimenti non servono a nulla”. Ovviamente non è veritiera, avendo il professore sempre sostenuto il contrario, difeso sempre gli indagati e avendo dichiarato che quella frase era un falso. Chi ha diffuso quindi quella frase? Fu il blog “videoandria.com” che in un articolo riportava un comunicato della parlamentare M5s, Rosa D’Amato! Ora pensiamo soltanto a quanti danni in quattro anni si sono consumati e che tragedia sta vivendo l’olivicoltura sia pugliese che nazionale.

Illustrazione: Non c’è pace tra gli ulivi, film, 1950, regia di Giuseppe De Santis.

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