Archivio mensile:ottobre 2017

I primi erano gli ultimi.

Una tra le brutte abitudini del tempo presente, è quella di stilare classifiche per ogni cosa. Specialmente per il gusto nel senso più ampio. Brutta abitudine, non tanto per il detto “de gustibus ecc. ecc.”, quanto per il fatto che il gusto non è delimitabile in una graduatoria. Come si fa a dire, è più bravo Leonardo di Raffaello; o è meglio Donizetti di Bellini; è più bella la montagna del mare; è più buono il vino bianco del rosso; è più bello l’Italiano del Tedesco, e via così fino ad arrivare al tema del cibo? Proprio al cibo e al cibarsi con giudizio, tra l’altro, si deve il senso del gusto, attraverso il quale si riconosce il sapore degli alimenti introdotti nella bocca, li si conosce e nomina, accettandoli o rigettandoli; ed è per estensione che lo stesso termine cominciò a usarsi in etica e in estetica a definire il buono e il bello.

Una classifica, comparsa soprendentemente nella rivista “La Cucina italiana”, è quella riguardante i “50 piatti migliori del mondo”, stilata dall’americana Cnn. La rivista, una tra le più prestigiose del settore, ha dedicato alla notizia ampio spazio e molta enfasi per il fatto che l’Italia è nella classifica con lasagne, pizza e prosciutto di Parma. Nello sfogliare e nel vedere le fotografie, man mano ci si rende conto che è più una carrellata sul gusto medio americano e che i 50 scelti non siano propriamente i migliori del mondo. Al primo posto, infatti, la Cnn mette i “pop corn al burro”, i “chips” al terzo, “patatine alla carne” (specialità canadese) al settimo, il ketchup al 12°. Dall’Australia hanno scelto il “pollo alla parmigiana” (la foto rappresenta il pollo con salsa di pomodoro, del formaggio grattugiato in superficie e, di lato, linguine al sugo di pomodoro) che si attesta al 14°, mentre la Gran Bretagna sta al 18° posto con il suo “fish’n’ chips”. Troviamo la prima specialità italiana al ventesimo posto con il prosciutto di Parma, per continuare con la lasagna al 28° e la pizza ad uno striminzito 48° posto. Ci sono poi dei veri e propri insulti: viene preso in considerazione soltanto il gelato americano (41° posto) e della cucina francese si cita il croissant alla 29° posizione! Una rivista importante come La Cucina italiana non dovrebbe cadere in questi giochi smaccatamente pubblicitari, diseducativi e privi di notizie effettive. Con questa classifica, infatti, non abbiamo imparato nulla di nuovo, ma, anzi, siamo rimasti con la stessa convinzione che nella parte del mondo più ricca, poco o punto sanno di buon gusto.