Monocenone.

Una condivisibile osservazione sulle ritualità delle feste, in particolare quelle del Natale, ci è stata offerta da Carlo Bordoni con un suo articolo pubblicato in La Lettura nel dicembre dell’anno appena trascorso. Il sociologo e scrittore nota come skype sia diventato, scalzando sia il caminetto sia la televisione, il centro attorno a cui la famiglia si raccoglie. Nel giro di pochi decenni abbiamo assistito a dei veri e propri ribaltamenti culturali: ci fu un tempo in cui era il caminetto il centro della casa; lì si cucinava, davanti ad esso ci si scaldava, si praticava la veglia la notte di Natale. Con il benessere è arrivata la televisione che, rimosso il caminetto, aveva il potere di ipnotizzare tutta la famiglia tanto da catalizzarne l’attenzione anche durante il pranzo di Natale. Ora un nuovo ribaltamento avvertito (per il momento) soltanto negli USA: la famiglia va sempre più nella direzione del nucleo di una sola unità, o del “genitore single con prole”. Oltreoceano nel 1950 i single erano il 22% della popolazione adulta; oggi superano il 50%. Bordoni sostiene che “l’armamentario tecnologico viene in aiuto di padri separati (la maggior parte dei quali, tra i 30 e 40 anni, passa le feste in solitudine), madri single, amici lontani.” Come viene in aiuto? Semplice: con skype. Il figlio che lavora a Londra, via skype si collega con la famiglia d’origine che vive, per esempio, in Calabria nel momento del pranzo di Natale, avendo così l’illusione di mangiare tutti assieme, rispettando altresì la tradizione della famiglia riunita almeno sotto le festività. Ma il fatto che il figlio sia presente non fisicamente, bensì nello schermo di un computer, significa che la tradizione non è o non può essere cancellata. In fondo le nuove tecnologie confermano che andiamo incontro ad una civiltà basata su conoscenze virtuali, amori virtuali, incontri virtuali e, quindi, anche pranzi virtuali. Ecco allora che sotto le feste, quando il bisogno della tradizione si fa pressante, skype diventa pressoché indispensabile e se non basta questo mezzo, ce ne sono altri per comunicare con gli amici o con l’universo mondo. Proprio quest’anno, Facebook è stato inondato di fotografie di single che volevano documentare il proprio pranzo di Natale, e tra queste foto, ne spiccavano alcune rappresentanti un bel set da tavola, bei bicchieri e posate, un bel piatto e il cibo in scatolette accomodate di fianco al piatto, a conferma che ci stiamo avvicinando velocemente alla pratica del “cibo pronto”. Una comprova, inoltre, di quanto preziosamente Levi-Strauss ci ha lasciato scritto: “ La cucina di una società è un linguaggio nel quale essa traduce inconsciamente la sua struttura”. Ed evidentemente la struttura attuale è fatta di monadi impegnate a consumare una monoporzione su una monotovaglietta!

 

Illustrazione: Giorgio Benni, cena di capodanno (foto da Facebook)

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