Produci! Consuma! Scalda!

lasagneboloL’Italia sta rapidissimamente cambiando volto, non solo per via dei devastanti cambiamenti climatici, ma anche per effetto delle scelte consumistiche della sua popolazione e, in particolare, delle giovani generazioni, i cosiddetti millennials, appellativo trendy ancorché di sapore medievalistico. Stando alle ultime vicende politiche, ai sondaggi e alle ricerche, la generazione millennials sta disegnando un paese nuovo e anche un po’ strambo: da una parte, con il referendum sulla riforma costituzionale, vogliono che tutto rimanga così com’è; dall’altra (e ci stiamo avventurando nel campo dell’alimentazione) sta sovvertendo una secolare consuetudine culinaria. Infatti, grazie in particolar modo ai giovanissimi, secondo un’indagine condotta dalla Nielsen, gli italiani stanno spendendo sempre meno tempo in cucina a favore dei “cibi pronti”. Se ci limitassimo qui nel dare la notizia, qualcuno potrebbe commentare che non c’è nulla di nuovo, visto che da sempre mamme e nonne fanno trovare ai loro giovani manicaretti, per l’appunto, pronti. Ma la notizia vera e propria è che anche nonne e mamme, assieme a figli e nipoti, stanno dicendo addio alla cucina cucinata in favore di cibi pronti che si trovano in ogni supermercato, nonché di nuovi robot che in quattro e quattr’otto ti sfornano tante programmate e pre-insaporite specialità seriali. Sembra una tendenza inarrestabile e il risultato, ad oggi, è che il 50% degli italiani (e 87% degli uomini) trascorre più o meno una mezz’ora in cucina per spignattare qualcosa da mettere sotto i denti, appena il tempo, appunto, di riscaldare il precotto. Ci sono poi i dati degli acquisti nei supermercati: le vendite di zuppe pronte, insalate pronte al consumo e vassoietti di sushi sono aumentate nel 2016 del 5,9% rispetto all’anno precedente, mentre dal 2007 del 41,9%! Nei primi sei mesi del 2016 le vendite di tramezzini e spuntini sono cresciute del 27,9%; mentre le zuppe pronte del 45,2%. Ancora un altro dato: negli anni ’80 i pomodori pelati erano il 50% dei consumi tra i prodotti lavorati. Oggi sono soltanto il 10% soppiantati dai sughi pronti. Ora, direbbe il vecchio Berlusconi a proposito dei ristoranti sempre pieni, parrebbe che in Italia non esiste la crisi considerando il fatto che le persone spendono per il sushi una media di 30 euro al chilo e le insalate imbustate a 8,67 euro al chilo. A stare sempre meno nella — un tempo— stanza più calda della casa, ci pensa anche un diabolico aggeggio tirato fuori dalla Barilla e che si chiama, appunto, Cucina Barilla: è una specie di forno a microonde che ha in memoria una serie di preparazioni; a esso si avvicina il pacchetto scelto (si va dalle pennette al ragù, ai fusilli al pesto, dal pane alla focaccia, dalla zuppa di fagioli a quella di verdure, dal risotto alla milanese a quello coi funghi, dalla torta margherita a quella di cioccolato…), l’aggeggio legge il codice che vi è stampato, poi vi si introducono gli elementi contenuti nel pacchetto e l’elettrodomestico “cucinerà al posto tuo”, come recita la presentazione del forno. E quando si è stanchi e non si ha voglia neanche di scartare l’involucro, aprire lo sportello e azionare il timer, insomma quando ci si sente proprio passivi al massimo, allora con lo smartphone si fa l’unico sforzo di ordinare una cena prelevata in uno dei ristoranti dei paraggi e consegnata a domicilio. Nelle grandi città il fenomeno è dilagante e ha determinato la nascita di nuove figure lavorative a bordo di motorini appositamente attrezzati di voluminosi e cubici bagagliai, atti al trasporto delle vivande. Una tendenza destinata a diventare la norma.

minestSarà la fine della nostra gloriosa cultura cucinaria? Certamente no: è solo un aspetto — almeno per ora — limitato a quegli spazi urbani ove vige il ritmo frenetico del poco tempo a disposizione, diviso come è in una serie di doveri incastrati e dispersivi: porta il mattino presto il figlio a scuola, prendi l’autobus per andare in ufficio, se non vai in autobus prendi la macchina, gira sotto l’ufficio per venti minuti per trovare un posto, il parcheggio non lo trovi e allora metti la macchina in seconda fila, scendi ogni po’ per spostarla; breve pausa pranzo; riprendi il lavoro, corri a riprendere il figlio, scappa nel supermercato a comprare qualcosa da mangiare, cucina in fretta qualcosa, mangia, un po’ di relax davanti alla tv, fine giornata.

Per nostra fortuna questi spazi tristi sono circondati dalla cosiddetta provincia e dalla campagna, dove i ritmi di vita sono (speriamolo!) completamente diversi e la stanza della cucina emana ancora un fortissimo calore (e profumi dalle pentole sui fornelli).

Illustrazioni: Pupi Zirri, 2016.

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