La scoperta dello zucchero.

why not sneeze.hmm

L’abbiamo capito: al giorno d’oggi mangiamo con delle regole dettate dalla moda, dagli articoli di riviste scientifiche, da articoli pseudo-scientifici, dal chiacchiericcio delle rete. Ora è arrivato il momento (ne abbiamo accennato in occasione del post delle “sorelle Vitto 7”) della rivalutazione dello zucchero, dei grassi e del sale. Pur non essendoci nessuno studio scientifico riabilitativo sui due prodotti che hanno contribuito all’evolversi della storia attraverso commerci, imperi costruiti sulle colonie, schiavismi, guerre, alleanze, e poi finiti per essere additati come tra i peggiori nemici della salute umana, ebbene, in America si è formato un grande movimento di riabilitazione che sta contagiando tutto il Paese, condizionando persino le future strategie produttive di multinazionali come ad esempio la Pepsi-Cola. Due sono i maggiori filoni di pensiero che compongono la nuova moda: il primo parte da una maggiore coscienza ecologista; il secondo molto più semplicemente dalla riscoperta di un atteggiamento, diciamo, più epicureo della vita. Una delle maggiori (e pericolose) interpretazioni del movimento ecologista è quella di pensare che tutto ciò che è naturale è benefico: lo zucchero è naturale? Sì. Può essere biologico? Sì. Allora perché non preferirlo ai dolcificanti artificiali che oltretutto sono pericolosi e forse provocano tumori? Tanto più che lo zucchero naturale ha un gusto più completo, come recita la quasi totalità delle etichette. La componente epicurea è invece quella parte di popolazione che è stufa di peso-forma, di diete, di preoccuparsi eccessivamente della salute e che vuole finalmente godere dei sapori veri senza sensi di colpa. Di questa nuova moda ne ha parlato il Wall Street Journal, sottolineando anche la notizia che la Pepsi ha lanciato nel mercato una bibita con una etichetta quasi che fosse un guanto di sfida, in cui c’è scritto “Pepsi Real Sugar”. E la sfida la multinazionale la sposta ancora più in alto annunciando che riproporrà la bevanda con la formula originale del 1883 ancor più zuccherata!

Anteprima di “duchamp why do not - Cerca con Google”Marcel Duchamp, Why Not Sneeze Rose Sélavy?, 1921-1964

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