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Una vongola s’aggira per l’Europa…

Europa_Bandiera_Europea VONGOLAUno dei piatti più  diffusi sulle coste italiane, sono gli spaghetti con le vongole. È talmente popolare che persino i bambini, appena sentono dire “vongola”, rispondono “quale? Il lupino o la verace?”. C’è poi qualcuno più informato e sensibile all’argomento che discetta sul fatto che la verace, non è più quella tradizionale del Mediterraneo, bensì quella denominata filippina, arrivata chissà come dall’oriente sino ai nostri mari, ma che per realismo e convenienza anche ad essa si pone il marchio di mediterranea. Ma pochi sono informati del fatto che su questo mollusco si sta svolgendo una battaglia a colpi di decreti legislativi e di studi particolari. Per capire appieno la vicenda, bisogna cominciare dal principio: l’Unione Europea ha stabilito che per essere pescata, la vongola non deve essere sotto i 2,5 centimetri. Secondo gli esperti di Bruxelles è questa la dimensione minima per garantire la riproduzione dei molluschi. A queste conclusioni si oppongono i pescatori dell’Adriatico, i quali, rivolgendosi al nostro Ministero delle Politiche agricole, dicono che le misure sono eccessive poiché la vongola a 2 centimetri è già riproduttiva e quindi nulla vieterebbe di poterla pescare a 2,3 centimetri. Inoltre fanno notare al Ministero, che oltre quella taglia, sia la verace tradizionale che la filippina, in Adriatico non crescono. Per sbrogliare la matassa, il Ministero ha commissionato uno studio scientifico per stabilire quanto grande debba essere una vongola per essere pescata. Però qualcuno si domanda: come mai la questione viene sollevata soltanto adesso, visto che la norma europea è in vigore dal 1968? Qualcun altro suggerisce la risposta mettendo una pulce nell’orecchio: è il regolamento comunitario dei controlli che intensifica l’azione delle forze dell’ordine. In attesa che si dirima la questione, noi consumatori continuiamo a gustare  i classici spaghetti con le vongole, oppure assaggiarle con la fregola sarda assieme ai ceci; o anche con riso e cozze; oppure con la seguente ricetta tradizionale di Civitanova Marche, che sembra uscita  dalla fantasia di Vissani

Spaghetti al sugo di vongole e ciabuscolo

Fate rosolare in un po’ d’olio del ciabuscolo sbriciolato. Aggiungete le vongole sgusciate; poi la loro acqua filtrata e lasciate cuocere per pochi minuti a fuoco medio. Con questa sughetto condite la pasta e prima di servirla spargete una generosa manciata di prezzemolo tritato.

 Esiste una versione di questo sughetto con l’aggiunta di patate:

Dopo aver cotto le vongole, sguscia tele, filtrate la loro acqua e mettetele da parte. Sbucciate le patate e tagliatele a dadini; mettetele in una casseruola con olio e ciabuscolo sbriciolato e fate rosolare. Bagnate con vino bianco secco e lasciatelo evaporare completamente, quindi aggiungete della polpa di pomodoro e lasciate cuocere. Quando le patate sono cotte, aggiungete le vongole sgusciate e la relativa acqua, date una girata per insaporire e il sugo è pronto per condire la pasta al dente con relativa “nevicata” di prezzemolo tritato.

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Published in notizie ricette

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