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Poveri voi!

ricotta1La stampa, si sa, cerca la notizia sensazionale, crea il titolo strillato per sommarlo ad altri strilli, e non importa se poi i contenuti delle notizie contrastano in maniera evidente, a volte contraddicendosi. La giustificazione è che la notizia va comunque riportata e spetterà al lettore trarre delle conclusioni e valutare da che parte stia la verità. Per esempio in un grande quotidiano nazionale sono apparse, a pochi giorni una dall’altra, le seguenti notizie: la prima è che la crisi sta mettendo in difficoltà la dieta mediterranea a vantaggio di una dieta, chiamiamola così, americana (quindi molti zuccheri, grassi, proteine; poche verdure, vitamine, frutta ecc.); la seconda riguarda sempre l’America, paese nel quale, per fronteggiare la crisi, una catena di ristoranti si è inventata una formula commerciale tutta basata sulla pasta.

Riguardo alla prima notizia, vi è un oggettivo allarme per la dieta mediterranea, la quale in Italia sta per essere superata da cibi spazzatura, tipo patatine fritte e merendine, per il semplice motivo che questi alimenti sono più a buon mercato di pesce e verdure, alimenti basilari della dieta mediterranea. Sono state prese in esame due ricerche, la prima delle quali, pubblicata sul British Medical Journal, sostiene che quanto più è elevato il reddito e il livello di istruzione, tanto più viene seguita una buona alimentazione con relativo basso tasso di obesità. La seconda, riportata su Nutrition, metabolism and cardiovascular diseases, sostiene che gli anziani e i meno abbienti hanno dovuto rinunciare, ovviamente per motivi economici, all’acquisto di alimenti più sani. Tutti e due gli studi sono firmati da un gruppo di ricercatori italiani, e i dati sono stati espunti da un progetto denominato Moli-sani, in omaggio alla piccola regione dove si mangia benissimo e la cui cucina è ancora schiettamente contadina e marittima.

ricotta2La seconda notizia riguarda la catena di negozi Olive Garden, specializzata in cucina italo-americana. Per agganciare una clientela dalle tasche sempre più vuote, hanno pensato di fare una promozione a prima vista bizzarra denominata Never Ending Pasta Pass, ossia una tessera che permette di mangiare a volontà, per sette settimane al prezzo di 100 dollari, la pasta che uno desidera. Ed è stato subito un successo: nel giro di poche ore sono state vendute le migliaia di tessere messe a disposizione. Pasta alla carbonara, fettuccine Alfredo, alla pescatora, alla bolognese, ai cinque formaggi, sono tra i 150 piatti nel menù, e con quella tessera ci si può ingozzare fino a stare male dalla fine di settembre all’inizio di novembre. E di sicuro lo star male è assicurato se, come avverte la rivista Time, i piatti sono delle vere e proprie bombe caloriche. Malgrado ciò il successo è molto ampio, tanto che altre catene di ristoranti stanno studiando promozioni simili, magari evitando di sovrapporle, così che per due mesi si mangerà solo pasta, nei due successivi si approfitterà della promozione sugli hamburger, poi altri due mesi a mangiare dolci e gelati, e nel giro di un anno avremo completato il lungo pranzo.

ricotta3Insomma, tra carenze e superofferte, la crisi si abbatte, come sempre nella storia, sui meno abbienti, sia perché i cibi sani costano troppo, sia perché le promozioni a basso prezzo riguardano le bombe caloriche. Sembrano lontani i tempi della Ricotta, dove il povero Stracci, affamato e in attesa della crocifissione, diceva di esser nato con la vocazione di morire di fame, senza sapere che, per paradosso, sarebbe morto d’indigestione: oggi il paradosso non è più tale e, almeno nell’occidente ricco, di fame non si muore; ma la condanna a malattie cardiovascolari, diabete, obesità, per i poveri è dietro l’angolo.

La ricetta che segue, di indicibile ricchezza del gusto, è una delle più povere che si conoscano:

Spaghetti alla mollichella (ricetta di Marinella Penta de Peppo)

Antica ricettina giornaliera che valorizza il sapore della classica salsetta napoletana fatta di solo aglio rosolato nell’olio.

Per 4 persone: spaghetti di grano duro g 280; olio d’oliva dl 1; aglio 2 spicchi; pangrattato g 80; prezzemolo ½ mazzetto; sale. Tempo di cottura: 20 secondi per rosolare.

È preferibile usare un pane duro grattugiato in casa perché, rosolato, risulta più croccante e consistente di quello acquistato in confezione.

Cuocere al dente gli spaghetti in abbondante acqua molto salata. Nel frattempo, in un pentolino, far rosolare nell’olio l’aglio tritato fino; quando acquista un bel colore biondo scuro, unirvi il pangrattato e il prezzemolo tritato. Rimestare e cuocere per circa 10 secondi. Versare la salsa sugli spaghetti cotti al dente e ben sgocciolati, mescolare e servire. La buona riuscita di questo facile e saporito piatto napoletano sta nell’attenta cottura del pangrattato e dell’aglio, che richiedono una fiamma molto bassa.

 

Illustrazioni: fotogrammi da La ricotta, di Pier Paolo Pasolini, 1963

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Published in disgusto ricette

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