I pomodori più giusti.

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La stagione è iniziata da tempo e nei campi a Capitanata in Puglia i pomodori si stanno trasformando da verdi in rosso. In poco tempo vanno raccolti, lavorati e distribuiti. A Rignano Garganico risiedono all’incirca 400 immigrati che d’estate, per la raccolta del pomodoro, arrivano a oltre 1.500, lavorando in condizioni e con un trattamento, economico e umano, a dir poco incivile, tanto da sollevare sdegno e proposte di boicottaggio. Super sfruttamento dei braccianti e lavoro nero che la Regione Puglia cerca di arginare in tutti i modi. Ultima iniziativa, e in questi giorni dovrebbe iniziare la sua marcia, quella denominata Capo free ghetto off. Il progetto prevede intanto campi attrezzati per i lavoratori, che vivono in pessime condizioni in quello che viene chiamato il Ghetto di Rignano.

Ma l’ambizione è quella di rompere, come dichiara l’assessore Guglielmo Minervini, il “meccanismo economico dello sfruttamento dei braccianti. Eliminare la piaga del caporalato. Non tollerare più il lavoro nero.” È un lavoro difficile e articolato quanto necessario, che parte dalla composizione delle liste dei braccianti, in modo che le aziende possano utilizzarle, invece che affidarsi ai capineri. Sembra già che questa iniziativa stia riscuotendo un discreto successo tra le aziende agricole. Per rendere visibili questi sforzi, è nato anche il bollino etico Equapulia, già operativo. Si spera così di arginare la campagna di boicottaggio dei pomodori pugliesi partita dalla Francia e che si sta estendendo in varie parti d’Europa e d’Italia, e ci si augura che diventi il simbolo di un esperimento pilota utile a tutte le zone agricole del paese. Il successo e la completa realizzazione del progetto non sono soltanto sulle spalle degli amministratori pugliesi, anche i consumatori possono dare una mano come suggerito nel sito Internet equapulia.it:  “Comprate solo pomodori dotati del bollino Equapulia. Se il vostro rivenditore non ne ha, chiedeteli. Insistete perché ne sia dotato. Ci aiuterete così a rimuovere le prime ruggini e a far crescere un nuovo mercato. Avremo così la certezza di comprare pomodori speciali perché di buona qualità, di identico costo e soprattutto perché nessun lavoratore sfruttato li ha raccolti. “

Sapere di usare un prodotto etico dà sicuramente più gusto alle seguenti ricette:

Mousse di pomodoro

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Tritate della cipolla e rosolatela nel burro, poi bagnatela con un decilitro di vino bianco secco e fate ridurre della metà. A questo punto versate trecento grammi di pomodori spellati e tritati, sale, pepe e del prezzemolo tritato. Lasciate cuocere una mezz’ora abbondante, passata la quale aggiungete tre fogli di colla di pesce sciolta in acqua e qualche cucchiaiata di brodo; fate bollire per pochi minuti e passate tutto allo staccio. Lasciate raffreddare per poi aggiungere un quinto di panna montata, mescolate con cura e attenzione e versate il tutto in uno stampo che lascerete riposare in frigorifero.

 

Pomodorini in gelo

Sbollentate dei pomodori, sgocciolateli e passateli allo staccio. Aggiungete colla di pesce sciolta in acqua calda in proporzione di un foglio per ogni due pomodori di media grossezza, sale e un cucchiaino di zucchero. Versate la composizione in piccoli stampini che mettete a gelare in frigorifero. Tolti dagli stampini (se è necessario, aiutatevi con un coltellino; oppure per una frazione di secondo immergete lo stampino in acqua calda), copriteli con della maionese, meglio se fatta in casa.

 

Pomodori alla provenzale

Tagliate a metà i pomodori e vuotateli dei semi e dell’acqua. A parte preparate  un composto con pangrattato, acciughe, olive tutto tritato, amalgamate bene e aggiungeteci i capperi. Salate con moderazione le coppette di pomodoro e riempitele con il preparato, sistemate i pomodori in una teglia e conditeli con olio e cuoceteli al forno a calore moderato

 

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Pomodori alla piemontese

Tagliate a metà i pomodori e vuotateli dei semi e dell’acqua. A parte preparate un composto con dei grissini pestati ( o del pangrattato) e tostateli in pochissimo burro. Ai grissini tostati aggiungete della cipolla finemente tritata, anch’essa rosolata nel burro, e poi parmigiano grattugiato, sale, pepe, basilico o prezzemolo. Amalgamate bene il composto e quindi riempiteci le coppette di pomodoro che sistemate in una teglia imburrata e che infornate a calore moderato.

 

Pomodori del buongustaio

Tagliate a metà i pomodori e vuotateli dei semi e dell’acqua; sistemateli in una teglia, salateli, conditeli con olio e cuoceteli al forno. Intanto che si cuociono, tritate delle acciughe, mischiatele a della mollica di pane inzuppata nel vino bianco, del prezzemolo tritato, parmigiano, del burro sciolto a bagnomaria, sale e pepe. Riempite le coppette di pomodori che avete tolto dal forno e quindi rimetteteli a cuocere per pochi minuti.

 

logo_ghetto copy4Pomodori al formaggio

Pelate dei pomodori e affettateli. In una padella possibilmente antiaderente sciogliete del burro, gettatevi sopra del pangrattato e lasciatelo rosolare. Aggiungete a questo punto le fette di pomodoro e fatele rosolare alquanto. Innaffiate il tutto con del latte e dopo una breve cottura coprite con della fontina tagliata a fette sottilissime. Lasciate sul fuoco fino a quando il formaggio sarà completamente disciolto. Servite immediatamente.

 

Illustrazioni: logo dell’iniziativa Capo Free Ghetto Off.

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